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RIFORMA PROFESSIONI: LE PROPOSTE DEGLI ORDINI

Riforma professioni: le proposte degli ordini

Disegno di legge per ben 15 professioni al rush finale Cosa contiene autonomia degli Ordini, equo compenso e formazione digitale . Le proposte degli ordini

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Erano stati approvati in CDM il 4 settembre 2025  3 disegni di legge  per la delega il Governo ad adottare decreti legislativi per la revisione e il riordino degli ordinamenti professionali, con esclusione delle professioni forense, notarile e sanitarie, cui sono dedicati provvedimenti specifici.

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Si è chiuso in questi giorni intnto   il  termine per la presentazione degli emendamenti al 4°disegno di legge delega in discussione (AS 1663), destinato a riscrivere le regole di quindici categorie: agrotecnici, architetti, assistenti sociali, attuari, consulenti del lavoro, consulenti in proprietà industriale, dottori agronomi e forestali, geologi, geometri, giornalisti, ingegneri, periti agrari, periti industriali, spedizionieri doganali e tecnologi alimentari . 

Il provvedimento intende aggiornare la cornice normativa tenendo conto delle trasformazioni tecnologiche, della digitalizzazione dei procedimenti e della necessità di armonizzare le regole per professioni con competenze affini. 

Nel corso dell’iter parlamentare, Professioni Italiane ha trasmesso alla Commissione Giustizia del Senato un documento di osservazioni e proposte 

 accogliendo con favore l’impianto della riforma ma segnalando alcune criticità. 

Vediamo di seguito il testo del Governo e le proposte degli ordini .


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1) Principi generali della legge delega sulle professioni

Il testo, composto da tre articoli, definisce i principi generali del settore delle libere professioni, affida al Governo il compito di

  • perimetrare le attività riservate agli iscritti agli albi, 
  • riorganizza i sistemi di accesso, vigilanza e disciplina, rafforzando il ruolo degli Ordini e 
  • introdurre  regole più moderne per la formazione, l’equo compenso e l’utilizzo delle nuove tecnologie.

Centrale è l’obiettivo di rafforzare la funzione sociale ed economica delle professioni, garantendo autonomia, tutela del cittadino e trasparenza degli ordinamenti.

L’articolo 1 attribuisce al Governo la delega ad adottare entro dodici mesi uno o più decreti legislativi di revisione degli ordinamenti professionali, sentiti i Consigli nazionali e le Commissioni parlamentari. È prevista anche la possibilità di interventi correttivi entro sei mesi dall’emanazione dei decreti. Ogni nuova disciplina dovrà abrogare le disposizioni incompatibili e potrà sfociare, se necessario, nella redazione di testi unici per singole professioni.

L’articolo 2 elenca i principi cui attenersi. Tra questi:

  • la valorizzazione del ruolo economico e sociale delle professioni, 
  • la garanzia di indipendenza intellettuale dei professionisti e la definizione chiara delle competenze riservate, evitando sovrapposizioni.
  •  L’accesso resta libero, subordinato al superamento di esami di abilitazione previsti dalla normativa, in coerenza con i percorsi formativi.
  • Viene rafforzato il principio di democraticità interna, disciplinando i sistemi elettorali degli organi ordinistici, da svolgersi anche tramite piattaforme informatiche, nel rispetto della parità di genere. 

Inoltre, si ridefinisce il regime delle incompatibilità, si chiarisce la natura giuridica degli Ordini (enti pubblici non economici) e si riorganizza il sistema di vigilanza ministeriale.

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2) Innovazioni su formazione, deontologia ed equo compenso

Un capitolo centrale riguarda la modernizzazione degli strumenti a disposizione dei professionisti. 

È prevista la possibilità di introdurre specializzazioni solo per le professioni che lo richiedano espressamente; viene ridefinito il funzionamento dei Consigli di disciplina, rendendo più rapida la loro nomina e favorendo l’uso di strumenti digitali per i procedimenti. 

Ai Consigli nazionali è affidata la competenza esclusiva ad adottare e aggiornare i codici deontologici, che dovranno tenere conto dell’impatto delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, garantendo comunque la centralità del giudizio professionale.

Il disegno di legge rafforza anche le tutele economiche e sociali dei professionisti. 

Da un lato, viene sancito l’obbligo di stipulare polizze assicurative per la responsabilità civile, con possibilità di convenzioni collettive; dall’altro, si introduce l’equo compenso come parametro uniforme per tutte le professioni, con criteri definiti dai Consigli nazionali e approvati dal Ministero vigilante. 

È prevista, inoltre, la ridefinizione della formazione continua, con l’inserimento di ore obbligatorie dedicate alle nuove tecnologie e all’IA, e regole uniformi per il riconoscimento dei crediti formativi

Completano il quadro le modifiche alla disciplina delle società tra professionisti (STP), la valorizzazione del principio di sussidiarietà degli Ordini nella gestione di atti pubblici e sportelli per il lavoro autonomo, nonché la clausola di invarianza finanziaria, che assicura l’assenza di nuovi oneri per la finanza pubblica.

In breve
Delega legislativaEntro 12 mesi il Governo adotta uno o più decreti per la revisione e il riordino delle professioni regolamentate.
Principi generaliAutonomia e indipendenza del professionista, accesso libero con esame di abilitazione, organi ordinistici democratici e parità di genere.
Competenze professionaliPerimetrazione chiara delle attività riservate e coordinamento tra professioni con ambiti affini.
Deontologia e disciplinaCodici deontologici aggiornati per l’uso delle tecnologie; Consigli di disciplina più rapidi e digitalizzati.
Formazione continuaRegole uniformi, crediti minimi e ore obbligatorie su strumenti digitali e intelligenza artificiale.
Equo compensoParametri uniformi per tutte le professioni, definiti dai Consigli nazionali e approvati dal Ministero vigilante.
Tutele aggiuntiveObbligo di polizza RC professionale; protezioni in caso di malattia, infortuni o maternità con scadenze fiscali/previdenziali coinvolte.
Società tra professionisti (STP)Revisione della disciplina per favorirne lo sviluppo, anche sotto i profili fiscale e previdenziale.
Clausola finanziariaNessun nuovo o maggiore onere per la finanza pubblica.

3) Le proposte degli Ordini interessati: necessario il coordinamento

Infoprofessioni nel documento depositato osserva una possibile difficolta riguardante il coordinamento tra i  diversi testi normativi: la presenza di quattro distinti disegni di legge potrebbe generare disposizioni non allineate, con il rischio di sovrapposizioni tra ambiti professionali . 

Molte categorie, infatti, operano sulla base di riserve di legge o di attività tipiche riconosciute in esclusiva o in via concorrente.

Per questo si chiede che l’intervento legislativo parta dall’assetto attuale, preservando le competenze già attribuite ai singoli Albi e garantendo coerenza con i percorsi formativi richiesti per l’accesso alla professione 

Un secondo profilo centrale riguarda l’utilizzo del titolo professionale e il contrasto all’esercizio abusivo. Nel documento inviato al Senato viene ribadito che solo l’iscrizione all’Ordine, e non la sola abilitazione, consente di utilizzare il titolo e di esercitare la professione 

. Tale principio è ritenuto un presidio fondamentale a garanzia della qualità delle prestazioni e del rispetto delle regole deontologiche. In quest’ottica, la riforma non si limita a un riordino formale, ma mira a rafforzare il sistema di controllo e responsabilità che caratterizza le professioni regolamentate.

 Per prevenire conflitti interpretativi e assicurare un’applicazione coerente delle nuove disposizioni riguardanti tutti i professionisti interessati, viene inoltre proposta l’istituzione di una cabina di regia interministeriale, composta dai Ministeri della Giustizia, del Lavoro, della Salute e delle Imprese e Made in Italy insieme ai Consigli nazionali 


Fonte immagine: Pixabay
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