Il Decreto-Legge 27 marzo 2026, n. 38 si inserisce nel solco degli interventi correttivi e integrativi della recente riforma fiscale e combina disposizioni di natura interpretativa, proroghe operative e nuove misure di incentivo. Il provvedimento risponde, da un lato, all’esigenza di intervenire in ambito applicativo di norme introdotte con la legge di bilancio 2026 e, dall’altro, alla necessità di sostenere il tessuto produttivo in una fase di persistente incertezza economica.
Tuttavia, la stratificazione degli interventi su norme oggetto di recente modifica pongono questioni in termini di stabilità del sistema fiscale che spingono gli operatori a valutarne attentamente l’impatto concreto sulla pianificazione fiscale e sulle scelte operative.
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1) Decreto Fiscale: interventi di coordinamento e norme di salvaguardia
Tra le disposizioni si segnala l’intervento in ambito temporale del nuovo regime IVA applicabile alle operazioni permutative differendone la decorrenza al 1° gennaio 2026 e facendo salvi i comportamenti pregressi.
Analoga finalità di coordinamento emerge nel differimento della ritenuta sulle provvigioni e del contributo sulle importazioni, rinviati rispettivamente al 1° maggio2026 e al 1° luglio 2026. Si tratta di interventi che rispondono a esigenze operative segnalate dagli operatori e dalle amministrazioni competenti.
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2) Decreto Fiscale: regime degli impatriati
Il decreto interviene sul regime fiscale dei lavoratori impatriati attraverso un ampliamento dei riferimenti normativi applicabili, con decorrenza dal periodo d’imposta 2027.
Pur trattandosi di una modifica apparentemente tecnica, essa si inserisce nel più ampio processo di revisione degli strumenti di attrazione del capitale umano qualificato, in linea con gli obiettivi di competitività del sistema Paese. Resta tuttavia da verificare l’effettiva capacità della misura di incidere sulle scelte localizzative dei contribuenti ad alta mobilità internazionale.
3) Decreto Fiscale: operazioni straordinarie, il trattamento dell’avviamento negativo
Di particolare interesse per la prassi professionale è l’introduzione della rateizzazione quinquennale della tassazione dell’avviamento negativo nelle operazioni di cessione d’azienda o di ramo, limitatamente ai soggetti IAS adopter. La disposizione, che si applica dal periodo in corso al 31 dicembre 2024, consente di attenuare gli effetti distorsivi derivanti dall’immediata imputazione a conto economico favorendo la continuità aziendale, anche in presenza di ristrutturazioni complesse.
4) Decreto Fiscale: incentivi agli investimenti
Sul versante degli incentivi, il riconoscimento di un credito d’imposta pari al 35% per investimenti già oggetto di comunicazione rappresenta una misura di sostegno immediato alla liquidità delle imprese. La scelta di rendere il credito utilizzabile esclusivamente in compensazione, senza applicazione dei limiti ordinari, ne accresce l’efficacia operativa.
Di rilievo è altresì la soppressione del vincolo relativo all’origine geografica dei beni agevolabili (in Stati Ue e SEE) ai fini della maggiorazione dell’ammortamento. Tale intervento, pur ampliando la platea degli investimenti ammissibili, potrebbe sollevare interrogativi in ordine alla coerenza con le politiche industriali europee e con i principi di sostegno alla produzione interna.
5) Decreto Fiscale: dividendi, imposta di bollo, misure accessorie
Il decreto segna un ritorno al regime ordinario di esclusione parziale dei dividendi, ripristinando la detassazione del 95% in capo ai soggetti IRES e intervenendo contestualmente sul regime PEX. La revisione delle condizioni e l’abrogazione di alcune disposizioni introdotte di recente evidenziano una volontà di semplificazione, ma al contempo generano un ulteriore mutamento del quadro normativo, con possibili effetti sulla certezza del diritto.
In controtendenza rispetto alle misure di alleggerimento fiscale si colloca l’incremento dell’imposta di bollo sui conti correnti intestati a soggetti diversi dalle persone fisiche, che passa da 100 a 118 euro.
Il provvedimento include inoltre disposizioni di carattere settoriale, tra cui l’esenzione da ritenuta per i premi sportivi dilettantistici entro la soglia di 300 euro per il 2026 e l’esenzione fiscale sugli interessi corrisposti ai sistemi di garanzia dei depositanti fino al 2028.
Completano il quadro interventi in materia di riscossione con l’introduzione di nuovi termini per la richiesta di riconsegna anticipata dei carichi affidati all’Agenzia delle entrate - Riscossione relativamente a particolari fattispecie.