Il Decreto Fiscale approvato il 27 marzo ed entrato in vigore il giorno successivo con la pubblicazione in GU n 72 contiena a sorpresa l'aumento dell'imposta di bollo sui conti correnti dei soggetti diversi dalle persone fisiche.
In particolare, con l'articolo n 12 del DL n 38/2026 all'articolo 13, comma 2-bis, lettera b), della tariffa, parte I, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, e all'articolo 9, comma 3, lettera b), della tariffa, parte I, di cui all'Allegato 3 al testo unico delle disposizioni legislative in materia di imposta di registro e di altri tributi indiretti, di cui al decreto legislativo 1° agosto 2025, n. 123, le parole «euro 100,00» sono sostituite dalle seguenti «euro 118,00».
La disposizione si applica agli estratti conto e ai rendiconti emessi a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto e quindi dal 28 marzo.
Pertanto oltre ai ritocchi annunciati sulla Legge di Bilancio la novità assoluta e imprevista è questa dell'articolo sopra specificato che aumenta l'imposta di bollo sui conti correnti delle imprese.
In sintesi,
- l’importo dovuto annualmente dalle imprese passa da 100 a 118 euro,
- l’imposta di bollo dovuta su base annuale rimane immutta ed è pari a 34,20 euro con giacenze superiori a 5.000 euro.
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