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LE CLAUSOLE DI EARN-OUT NEI CONTI E NEI BILANCI D’IMPRESA

Le clausole di earn-out nei conti e nei bilanci d’impresa

Le clausole di earn-out: profili strategici

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Nelle operazioni di M&A, è comune l’impiego di clausole di price adjustment come quelle di earn-out.

In particolare, le clausole di earn-out sono finalizzate a conferire un carattere dinamico al prezzo di vendita di un’azienda, di una sua parte o di una partecipazione, secondo una precisa logica di condivisione del rischio tra cedente e compratore. 

Mediante la loro applicazione, il prezzo di cessione viene suddiviso in una quota fissa, determinata ex ante (upfront payment), e una quota variabile ex post, ancorata al raggiungimento di particolari risultati appannaggio dell’azienda oggetto di cessione. 

Seguendo tale meccanismo gli interessi complementari di acquirente e venditore trovano un comune allineamento nella realizzazione di risultati positivi da parte dell’azienda ceduta, i quali da un lato, aumentano i rendimenti dell’acquirente e, dall’altro determinano una maggiore rimunerazione del venditore proprio grazie a questo meccanismo contrattuale.  

Generalmente i principali KPI utilizzati come driver per la determinazione della quota variabile sono rappresentati da valori di natura economica come EBITDA e fatturato ovvero dal raggiungimento di obiettivi non finanziari come lancio di nuovi prodotti o acquisizione di nuovi clienti. 

L’utilizzo delle clausole di earn-out diviene frequente laddove ricorrano incertezze rispetto alla valutazione dell’azienda target, ossia quando il valore dell’azienda è fortemente dipendente da performance future difficili da prevedere nella fase di stipula del contratto. 

Ciò è comune, ad esempio, in contesti caratterizzati da forte crescita attesa, innovazione tecnologica o modelli di business ancora in fase di sviluppo. In tali situazioni, l’earn-out consente alle parti di superare il disallineamento tra le aspettative del venditore e la prudenza dell’acquirente, subordinando una parte del prezzo ai risultati effettivamente conseguiti nel periodo successivo all’operazione.


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1) Riflessi contabili e fiscali per l’acquirente

La clausola di earn-out costituisce per l’acquirente una passività potenziale, il cui eventuale impatto sul reddito dell’esercizio dipende dal fatto che l’evento, a cui è associato il pagamento del prezzo, sia probabile e non soltanto possibile e, allo stesso tempo, dalla sua determinabilità in termini di valore. Essa avrà, inoltre, un effetto diretto sul valore della partecipazione, dell’azienda (o eventualmente di una sua parte) oggetto di acquisizione. Per quanto concerne il trattamento fiscale, qualora l’earn-out scaturisca dall’acquisizione di una partecipazione, esso non è deducibile, al contrario, se riferito all’acquisizione di un’azienda, il suo valore aumenta l’avviamento fiscalmente riconosciuto

L’approfondimento di MIA SUMMA Bilancio

Abbiamo chiesto al nostro Assistente AI: Potresti illustrarmi come contabilizzare la clausola di earn-out nel caso fossi l’acquirente?

Risposta

CASO 1: Acquisto di PARTECIPAZIONE valutata al COSTO

Principio contabile (OIC 21)

Quando la partecipazione è iscritta tra le immobilizzazioni finanziarie (voce B.III.1) e valutata al costo, l'eventuale conguaglio da earn-out rappresenta una rettifica del costo storico della partecipazione stessa.

Trattamento contabile iniziale (anno N - acquisizione)

Scenario:

  • Acquisto 60% di Beta S.r.l. il 01/07/N
  • Prezzo base: € 800.000 (pagato subito)
  • Earn-out: € 100.000 se EBITDA N+1 ≥ € 500.000
  • Probabilità stimata al 31/12/N: 70%


Scrittura al momento dell'acquisizione (01/07/N):

Schema

Voce di bilancio

Conto

Importo

D/A

SP

B.III.1.a

Partecipazioni in imprese controllate

800.000,00

Dare

SP

C.IV.1

Banca c/c

800.000,00

Avere

Al 31/12/N (chiusura bilancio):

L'earn-out è probabile ma non ancora certo → secondo il principio di prudenza (art. 2423-bis c.c.):

Non si rileva contabilmente come incremento della partecipazione
Si iscrive un fondo rischi (passività potenziale) se l'evento è probabile

Scrittura alternativa prudenziale (facoltativa se probabile):

Schema

Voce di bilancio

Conto

Importo

D/A

CE

B.13

Accantonamento fondo rischi diversi

70.000,00

Dare

SP

B.4

Fondo rischi per earn-out

70.000,00

Avere

⚠️ Nota: Questa rilevazione è facoltativa e subordinata alla valutazione di probabilità elevata. Molte società preferiscono dare solo informativa in Nota Integrativa (art. 2427 n. 9 c.c. - impegni).

---

Pagamento earn-out in N+2 (condizione verificata)

Ipotesi: EBITDA N+1 = € 520.000 → earn-out diviene esigibile

Scrittura di pagamento e rettifica del costo:

Schema

Voce di bilancio

Conto

Importo

D/A

2SP

B.III.1.a

Partecipazioni in imprese controllate

100.000,00

Dare

SP

C.IV.1

Banca c/c

100.000,00

Avere

Se era stato accantonato il fondo:

Schema

Voce di bilancio

Conto

Importo

D/A

SP

B.4

Fondo rischi per earn-out

70.000,00

Dare

SP

B.III.1.a

Partecipazioni in imprese controllate

30.000,00

Dare

SP

C.IV.1

Banca c/c

100.000,00

Avere

 

CASO 2: Acquisto di PARTECIPAZIONE valutata al PATRIMONIO NETTO

Principio contabile (OIC 17 e OIC 21)

Quando la partecipazione è valutata con il metodo del patrimonio netto (art. 2426 n. 4 c.c.), l'earn-out rappresenta una rettifica esterna al patrimonio netto della partecipata, che va ricondotta alle differenze iniziali (plusvalori su asset identificabili o avviamento).

Meccanismo contabile complesso

L'earn-out non deriva da variazioni del patrimonio netto della partecipata, ma è una componente del prezzo di acquisizione che si manifesta successivamente. Pertanto:

1. Aumenta il valore contabile della partecipazione
2. Va riallocato idealmente alle componenti che avevano giustificato la differenza iniziale (immobilizzazioni materiali, immateriali, avviamento)
3. Richiede rettifica degli ammortamenti già effettuati su tali componenti

---

Esempio applicativo completo

Scenario:

Anno N (acquisizione):

  • Acquisto 70% di Gamma S.r.l. per € 1.200.000
  • Patrimonio netto Gamma al 31/12/N: € 1.500.000
  • Quota di pertinenza (70%): € 1.050.000
  • Differenza iniziale: € 150.000


Allocazione differenza iniziale:

  • Plusvalore su immobili: € 50.000 (ammortamento 3% = € 1.500/anno)
  • Avviamento: € 100.000 (ammortamento 10 anni = € 10.000/anno)


Earn-out previsto:

  • € 200.000 se fatturato N+1 ≥ € 3.000.000 (verificabile solo in N+2)
     ---

Scrittura al momento dell'acquisizione (N):

Schema

Voce di bilancio

Conto

Importo

D/A

SP

B.III.1.a

Partecipazioni in imprese controllate

1.200.000,00

Dare

SP

C.IV.1

Banca c/c

1.200.000,00

Avere

 

Al 31/12/N (chiusura primo esercizio):

  • Utile Gamma N: € 100.000
  • Quota azienda acquirente (70%): € 70.000
  • Ammortamento plusvalore immobili: € 1.500
  • Ammortamento avviamento: € 10.000

Scrittura di adeguamento al PN (semplificata):

Schema

Voce di bilancio

Conto

Importo

D/A

SP

B.III.1.a

Partecipazioni in imprese controllate

58.500,00

Dare

CE

D.18.a

Rivalutazioni di partecipazioni

58.500,00

Avere

Calcolo: 70.000 - 1.500 - 10.000 = 58.500

Valore partecipazione al 31/12/N: € 1.258.500

---

Anno N+2: Pagamento earn-out (condizione verificata)

Fatturato N+1 = € 3.200.000 → earn-out € 200.000 diviene esigibile

Rettifica del valore della partecipazione:

Schema

Voce di bilancio

Conto

Importo

D/A

SP

B.III.1.a

Partecipazioni in imprese controllate

200.000,00

Dare

SP

C.IV.1

Banca c/c

200.000,00

Avere

⚠️ Punto critico: I € 200.000 vanno riallocati idealmente alle componenti iniziali:

Riallocazione proporzionale (esempio):

  • Plusvalore immobili: € 66.667 (1/3 della differenza originaria)
  • Avviamento: € 133.333 (2/3 della differenza originaria)


Rettifica ammortamenti pregressi (N+1):

  • Ammortamento aggiuntivo immobili: € 66.667 × 3% = € 2.000
  • Ammortamento aggiuntivo avviamento: € 133.333 ÷ 10 = € 13.333


Totale rettifica ammortamenti: € 15.333

Questa rettifica riduce il valore della partecipazione nell'esercizio N+2:

Schema

Voce di bilancio

Conto

Importo

D/A

CE

D.19.a

Svalutazioni di partecipazioni

15.333,00

Dare

SP

B.III.1.a

Partecipazioni in imprese controllate

15.333,00

Avere

 

CASO 3: Acquisto di AZIENDA (non partecipazione)

Principio contabile

L'acquisto di un'azienda comporta l'iscrizione delle singole attività e passività al loro valore corrente, con eventuale emersione di avviamento (art. 2426 n. 6 c.c.).

L'earn-out rappresenta una passività potenziale che:

  • Se probabile e determinabile → si rileva come debito
  • Se incerta → si indica in Nota Integrativa (impegni)
     ---

Trattamento contabile

Scenario:

Anno N - Acquisizione azienda commerciale:

  • Prezzo base: € 2.000.000 (pagato)
  • Earn-out: € 300.000 se quota mercato N+1 ≥ 15%
  • Fair value attività acquisite: € 1.700.000
  • Fair value passività assunte: € 500.000
  • Fair value netto: € 1.200.000
  • Avviamento (prezzo base): € 800.000 (2.000.000 - 1.200.000)
     ---

Scrittura iniziale (semplificata):

Schema

Voce di bilancio

Conto

Importo

D/A

SP

B.II

Immobilizzazioni materiali (dettaglio)

1.000.000,00

Dare

SP

C.I

Rimanenze

500.000,00

Dare

SP

C.II

Crediti verso clienti

200.000,00

Dare

SP

B.I.5

Avviamento

800.000,00

Dare

SP

D

Debiti verso fornitori

500.000,00

Avere

SP

C.IV.1

Banca c/c

2.000.000,00

Avere

 

Al 31/12/N (earn-out probabile ma incerto):

Informativa in Nota Integrativa (art. 2427 n. 9 c.c.)

Oppure (se probabilità > 50%):

Schema

Voce di bilancio

Conto

Importo

D/A

CE

B.13

Accantonamento fondo rischi earn-out

300.000,00

Dare

SP

B.4

Fondo rischi per earn-out

300.000,00

Avere

 

Anno N+2: Pagamento earn-out (condizione verificata)

Schema

Voce di bilancio

Conto

Importo

D/A

SP

B.4

Fondo rischi per earn-out

300.000,00

Dare

SP

C.IV.1

Banca c/c

300.000,00

Avere

 

Fonte: Redazione Summa (elaborazione da OIC 17, OIC 21, OIC 24, art. 2426-2427 c.c., art. 103 TUIR) (elaborazione da artt. 86, 109 TUIR; Cass. 17011/2020; prassi Agenzia delle Entrate)

 

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2) Riflessi contabili e fiscali per il venditore

Per il cedente, l’aspetto contabile più determinante risiede nel momento di contabilizzazione della plusvalenza, che va imputata al reddito d’esercizio secondo il principio di competenza economica. Anche la normativa fiscale all’art. 109 del TUIR, ha confermato che la rilevazione della plusvalenza da cessione d’azienda segue il principio di competenza economica, non quello di cassa. Tuttavia, ai fini dell’applicazione del principio, per le componenti variabili del prezzo (tra le quali rientra l’earn-out), è necessario verificare i requisiti di:

1. Certezza: esistenza di un diritto contrattualmente definito

2. Determinabilità oggettiva: disponibilità di tutti gli elementi necessari per quantificare l'importo

degli investitori.

L’approfondimento di MIA SUMMA Bilancio

Abbiamo chiesto al nostro Assistente AI: Potresti indicarmi come contabilizzare la plusvalenza che deriva dal prezzo di earn-out?

Risposta

Contabilizzazione della plusvalenza: profilo del cedente

Regole di contabilizzazione della plusvalenza con earn-out

Caso A: Earn-out determinabile con certezza nell'esercizio di cessione

Se al momento della dichiarazione dei redditi relativa all'anno di cessione sono disponibili tutti gli elementi per determinare l'importo (es. il bilancio della società ceduta è già chiuso e i target sono verificabili), l'earn-out concorre interamente alla formazione della plusvalenza nell'esercizio di realizzo.

Esempio pratico:

  • Cessione azienda il 30/06/N: prezzo base € 1.000.000
  • Earn-out: € 200.000 se EBITDA N ≥ € 500.000
  • Al 31/12/N il bilancio conferma EBITDA € 520.000

Plusvalenza imponibile in N:

  • Corrispettivo totale: € 1.200.000 (base + earn-out certo)
  • Costo fiscale azienda: € 800.000
  • Plusvalenza tassabile: € 400.000

Caso B: Earn-out incerto o determinabile in esercizi successivi

Se l'evento condizionante si verifica in un esercizio successivo, la componente variabile segue la competenza dell'esercizio in cui diviene certa e determinabile.

Esempio pratico:

  • Cessione azienda in N1: prezzo base € 1.000.000
  • Earn-out: € 150.000 se fatturato medio N2-N3 ≥ € 2.000.000
  • L'earn-out è verificabile solo a consuntivo N3

In N1:

  • Plusvalenza = Corrispettivo certo (€ 1.000.000) - Costo fiscale

In N3 (al verificarsi della condizione):

  • La componente earn-out (€ 150.000) costituisce rettifica del ricavo originario, non sopravvenienza autonoma. 
 

Scritture contabili

Cessione in N con earn-out incerto

Scrittura al momento della cessione (N):

Schema

Voce di bilancio

Conto

Importo

D/A

SP

C.IV.1

Banca c/c

1.000.000,00

Dare

CE

A.5

Plusvalenze da cessione d'azienda

200.000,00

Avere

SP

B.II

Azienda (valore contabile netto)

800.000,00

Avere

Incasso earn-out in N+2 (€ 150.000)

Schema

Voce di bilancio

Conto

Importo

D/A

SP

C.IV.1

Banca c/c

150.000,00

Dare

CE

A.5

Sopravvenienze attive (rettifica prezzo cessione)

150.000,00

Avere

 

Trattamento fiscale specifico

Regime di tassazione applicabile

La plusvalenza comprensiva dell'earn-out può beneficiare dei seguenti regimi (se ne ricorrono i presupposti):

1. Rateazione in 5 quote costanti (Art. 86, co. 4 TUIR)

  • Requisito: possesso dell'azienda ≥ 3 anni
  • Opzione: da esercitare in dichiarazione
  • Applicabilità earn-out: la quota variabile è rateizzabile nell'esercizio di competenza se la rateazione originaria è ancora in corso
 

Rilevanza ai fini IRAP

Le plusvalenze (e le relative rettifiche da earn-out) derivanti dalla cessione d'azienda sono escluse dalla base imponibile IRAP, configurandosi come componenti straordinari non rilevanti ai fini del valore della produzione netta (Art. 5, D.Lgs. 446/1997).

---

Fonte: Redazione Summa (elaborazione da OIC 17, OIC 21, OIC 24, art. 2426-2427 c.c., art. 103 TUIR) (elaborazione da artt. 86, 109 TUIR; Cass. 17011/2020; prassi Agenzia delle Entrate)

 

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