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COLLEGAMENTO POS E RT: PRIMO ADEMPIMENTO ENTRO IL 20 APRILE

Collegamento POS e RT: primo adempimento entro il 20 aprile

Ultimi giorni per abbinare i pos ai registratori telematici: le procedure per il contrasto all'evasione fiscale

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Dal 1° gennaio è entrato in vigore il nuovo adempimento, introdotta all’art. 1, comma 74 della Legge di bilancio 2025 (L. n. 207 del 30 dicembre 2024), relativo all'obbligo per gli esercenti di collegare i pos ai registratori telematici tramite l’apposito servizio reso disponibile dal 5 marzo scorso dall'Agenzia delle Entrate.

Il fine di tale abbinamento riguarda la promozione dell’intersecazione dei dati fiscali e delle informazioni provenienti dagli intermediari di pagamento con l’obiettivo di consentire la rapida individuazione di eventuali disallineamenti.

Si ricorda infatti che non è il singolo dato a conferire chissà quale rilevante informazione, ma sono i dati congiuntamente analizzati che permettono di intercettare eventuali scostamenti ed anomalie fiscali.

Anche in questo ambito, l’analisi complessiva dei dati viene svolta dall’intelligenza artificiale e dalle soluzioni tecnologiche più sofisticate (come il machine learning) che permettono di potenziare i controlli ex ante, di indirizzare rapidamente l’azione amministrativa e, di conseguenza, di favorire indirettamente la compliance collaborativa.

1) Collegamento POS e RT: primo adempimento entro il 20 aprile

Con la previsione normativa introdotta all’art. 1, comma 74 della Legge di bilancio 2025 (L. n. 207 del 30 dicembre 2024) si procede alla modifica del terzo comma dell’art. 2, d.lgs. 5 agosto 2015 n. 127 in materia di trasmissione telematica dei dati e dei corrispettivi, secondo cui la trasmissione telematica dei corrispettivi avviene per mezzo di strumenti tecnologici che possano garantire la piena interazione del processo di registrazione dei corrispettivi con il processo di pagamento elettronico; per ciò, lo strumento con il quale si realizza il pagamento elettronico (sia esso un pos o un qualsiasi altro strumento hardware o software, irrilevante invece quale sia il circuito di pagamento utilizzato) è sempre collegato allo strumento mediante il quale sono registrati.

Il collegamento del pos ai registratori telematici costituisce obbligo per gli esercenti dal 1° gennaio 2026, ma solo il 5 marzo 2026 è divenuto concretamente possibile attivare la procedura, quando è stato messo a disposizione il nuovo servizio all’interno del sito dell’Agenzia delle Entrate, il quale consente agli esercenti di procedere con l’abbinamento online (dal portale “Fatture e Corrispettivi”).

Nel medesimo sito dell’Agenzia, sono state pubblicate le linee operative ed una serie di FAQ aggiornate che possono essere consultate dagli esercenti per chiarire ogni dubbio in fase di abbinamento. Il procedimento è piuttosto logico e guidato, tuttavia è necessario che l’esercente conosca il numero di matricola del proprio registratore di cassa per associarlo ai dati identificativi degli strumenti di pagamento elettronico di cui risulta titolare, ferma la possibilità di abbinare più pos ad un singolo registratore di cassa telematico.

È evidente che questa procedura riguarda i pagamenti effettuati tramite pos ed altri strumenti elettronici, non anche i pagamenti eseguiti tramite assegno bancario o assegno circolare che invece rientrano nell’ambito del pagamento contante.

L’esercente deve solamente prestare attenzione alle scadenze per adempiere che è fissato al 20 aprile 2026 (45 giorni successivi alla data di messa a disposizione della procedura web) per gli strumenti di pagamenti elettronico di cui era in possesso fin dal 1° gennaio 2026, mentre per i pos attivati successivamente al mese di gennaio 2026, il collegamento dovrà essere più celermente registrato tra il sesto e l’ultimo giorno del secondo mese successivo a quello di attivazione del pos.

Una volta effettuato il collegamento, verrà automaticamente trasmesso all’Agenzia delle Entrate il c.d. transato elettronico, mentre il registratore telematico comunicherà i corrispettivi certificati e per i quali è stato imputato il pagamento avvenuto per mezzo elettronico.

 L’analisi dei flussi pos viene svolta per mezzo dell’intelligenza artificiale, grazie alla quale si assiste ad un orientamento dell’azione amministrativa verso le ipotesi segnalate e conseguentemente ad una riduzione dei controlli casuali, aumentando di fatto il tasso di “successo” di un eventuale accertamento.

L’abbinamento pos-R.T. rappresenta un ulteriore passo verso la digitalizzazione fiscale e la tracciabilità dei pagamenti, senza oneri per gli esercenti.

La finalità di procedere all’abbinamento risiede proprio nell’interconnessione tra i flussi generati dai registratori telematici e quanto evidenziato dai pagamenti elettronici: ciò consente di confrontare gli incassi con le transazioni digitali, rilevando facilmente delle eventuali incongruenze, con il supporto dell’intelligenza artificiale.

L'obiettivo permane quello di prevenire e rafforzare la lotta all’evasione fiscale e di rendere quanto più efficiente possibile il sistema dei controlli, potenziandoli e perfezionandoli anche con l’utilizzo delle tecnologie più avanzate.

Peraltro, per chi non provvede ad abbinare il pos o qualsiasi altro strumento adibito ai pagamenti elettronici con il registratore telematico nei termini ovvero in caso di non avvenuta trasmissione o memorizzazione dei dati dei pagamenti elettronici, è prevista l’irrogazione di una sanzione di tipo pecuniaria nonché la sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività.

2) Obbligatorietà di conservazione degli scontrini fiscali cartacei eliminata dal PNRR

Parallelamente a questa novità, il decreto PNRR del 29 gennaio 2026 “Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del PNRR e in materia di politiche di coesione (decreto-legge)” prevede, tra le varie semplificazioni rivolte a cittadini e famiglie, la non obbligatorietà di conservazione degli scontrini fiscali cartacei: le ricevute pos non sono scontrini rilevanti ai fini fiscali, costituiscono semplicemente una prova dell’avvenuta transazione e non rappresentano un documento contabile necessario per la dichiarazione fiscale ovvero per la redazione del bilancio, pertanto l’obbligo di conservazione delle stesse per 10 anni è stato legittimamente eliminato.

Si tratta di un ulteriore disposizione in linea con la transizione digitale in atto relativamente alla gestione dei documenti fiscali che semplifica e sburocratizza gli adempimenti dei cittadini.

Fonte immagine: chatgpt
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