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IPERAMMORTAMENTO 2026: COME FUNZIONE, NOVITÀ SUL DECRETO

Iperammortamento 2026: come funzione, novità sul decreto

Iper ammortamento 2026: in dirittura d'arrivo il decreto attuativo MEF-MIMIT con alcune novità, spunta la quarta comunicazione

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La maxi deduzione del costo di acquisto di beni strumentali per le imprese, nota come iperammortamento è tornata con la recente Legge di Bilancio 2026.

Per la sua concreta attuazione è attesa la pubblicazione del testo definitivo del decreto attuativo MIMIT-MEF che secondo le anticipazioni del 10 aprile pubblicate da IlSole24ore che ha potuto visionare la nuova bozza di provvedimento sarebbe in dirittura d'arrivo.

Del resto, già recenetemente il Ministro Urso aveva dichiarato alla stampa che la misura agevolativapartirà da maggio prossimo.

Ricordialmo che il Decreto Fiscale in vigore dal 28 marzo ha ritoccato la norma primaria introducendo la seguente norma: All'articolo 1, comma 427, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, le parole «in beni prodotti in uno  degli  Stati  membri dell'Unione europea o  in  Stati  aderenti  all'Accordo  sullo  Spazio  economico europeo,» sono soppresse.

Pertanto viene confermata la soppressione della norma che vincolava gli acquisti dei beni agevolabili.

L'accordo raggiunto tra i ministeri dovrebbe pertare a delle piccole modifiche quali

  • estensione ai software con canoni,
  • stralciata appunto la clausola made in Eu
  • eliminata l’autodichiarazione sui beni fino a 300.000 euro, 
  • ipotizzata una quarta comunicazione obbligatoria

Il decreto attuativo una volta firmato andrà al vaglio della Corte dei conti per poi essere pubblicato sul sito del Mimit con avviso sulla Gazzetta Ufficiale. 

Sarà necesario poi decreto direttoriale con i termini di apertura delle domande, si parla appunto di un avvio a maggio.

Novità dell'ultim'ora, apprese un recente convegno di Confindustria, svelano che nel decreto parrebbe comparsa la quarta comunicazione obbligatoria per l'agevolazione dell'iperammortamento.

Alle tre comunicazioni già previste nel vecchio piano:

  • preventiva, 
  • di conferma dell’acconto pari ad almeno il 20% 
  • di completamento

si aggiunge, su richiesta della Ragioneria dello Stato, una comunicazione di fine anno con obiettivo di monitoraggio delle risorse impiegate.

Vedremo se verrà confermata, e nel frattempo riepiloghiamo le regole principali dell'iperammortamento 2026.

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1) Iper ammortamernto 2026: come funziona

La Legge di bilancio 2026 in vigore dal 1° gennaio, ai commi 427-436 ripropone la maggiorazione del costo fiscalmente rilevante (ai fini IRES/IRPEF) per gli investimenti in beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il paradigma “4.0”, con un impianto rivisto rispetto alla bozza iniziale. 

La maggiorazione opera solo ai fini della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing deducibili.

La misura si applica agli investimenti agevolabili effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
La maggiorazione del costo è riconosciuta, in relazione agli investimenti agevolabili, nelle seguenti misure:

  • +180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • +100% per la quota oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro;
  • +50% per la quota oltre 10 milioni e fino a 20 milioni di euro.

La maggiorazione spetta per investimenti in:

  • beni materiali e immateriali strumentali nuovi compresi negli elenchi degli Allegati IV e V alla legge di bilancio,
  • interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

Rispetto al passato, non si rinvia più agli Allegati A e B della legge 232/2016, perché gli elenchi sono ora riportati (e aggiornati) direttamente negli allegati della manovra.

Inoltre, rientrano anche i beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo (anche a distanza), inclusi gli impianti di stoccaggio; per il fotovoltaico sono agevolabili solo determinate tipologie di moduli individuate dalla norma.

Ulteriore condizione ora soppressa dal Decreto Fiscale era quella che i beni dovevano essere prodotti in UE o SEE e destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato. Proprio su questo punto sono emerse delle criticità che il Governo sta risolvendo prima poi di procedere con la pubblicazione definitiva del decreto attuativo di cui sopra.

Per fruire dell’agevolazione l’impresa deve trasmettere telematicamente (tramite una piattaforma sviluppata dal GSE) apposite comunicazioni e certificazioni sugli investimenti agevolabili; le modalità attuative saranno definite da decreto MIMIT-MEF.

Se, durante il periodo di fruizione, il bene è ceduto a titolo oneroso o destinato a strutture produttive all’estero, la fruizione delle quote residue prosegue solo se nello stesso periodo d’imposta il bene è sostituito con un bene materiale nuovo con caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori.

Ora si attende il nuovo testo del decreto MEF-MIMIT riformulato dopo la conferma del MEF di volere sopprimere la norma che ancorava l'agevolazione a prodotti UE.

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