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MILLEPROROGHE 2026: MOBILITÀ IN DEROGA IN AREE DI CRISI - NUOVE ISTRUZIONI

Milleproroghe 2026: mobilità in deroga in aree di crisi - nuove istruzioni

Nuova circolare sul trattamento di mobilità in deroga per i lavoratori delle aree di crisi industriale complessa dopo la conversione del Milleproroghe

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Nel decreto Milleproroghe 2026  convertito in legge  26 2026 (Qui il testo coordinato ) è presente un nuovo articolo che prevede il ripristino della mobilità in deroga nelle aree di crisi industriale complessa per l’intero anno 2026

Il 18 marzo 2026  il Ministero del lavoro ha pubblicato una nuova circolare riepilogativa delle istruzioni.

La misura, fortemente attesa dai lavoratori dei territori colpiti da crisi produttive, integra la legislazione vigente in materia di ammortizzatori sociali, assicurando una copertura normativa efficace in continuità con le previsioni della Legge di bilancio 2026. L’emendamento nello specifico ha modificato la formulazione del comma 165 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2025, n. 199, includendo esplicitamente la mobilità in deroga tra gli strumenti di tutela disponibili per i lavoratori coinvolti in processi di riorganizzazione o crisi aziendale. 

Secondo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, guidato da Marina Calderone, si tratta di una misura che “conferma l’attenzione del Ministero nel sostenere il mondo del lavoro, mettendo al centro persone e territori”.

La mobilità in deroga è concepita non solo come sostegno economico, ma come elemento di coesione sociale nei territori più esposti alle difficoltà produttive, rafforzando gli strumenti di tutela, accompagnamento e ricollocazione professionale dei lavoratori. Questo intervento è stato accolto con favore anche dalle organizzazioni sindacali: in particolare la CISL ha evidenziato che il recupero della norma evita “vuoti di protezione che lascerebbero migliaia di lavoratori senza reddito”.

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1) Quadro normativo di riferimento e messaggio INPS 3205 2025



La mobilità in deroga nelle aree di crisi industriale complessa trova fondamento normativo negli strumenti ordinari di protezione sociale previsti per le crisi aziendali, integrati nel tempo da disposizioni specifiche che ne hanno ampliato l’ambito applicativo. 

La disciplina riguarda i lavoratori che operano in aziende ubicate in aree formalmente riconosciute come “complesse” ai sensi dell’art. 27 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 134/2012. In passato, l’accesso alla mobilità in deroga era consentito anche in situazioni in cui i lavoratori non potevano ricorrere agli ammortizzatori sociali ordinari previsti per la cessazione del rapporto di lavoro.

Il Messaggio INPS n. 3205 del 27 ottobre 2025 ha aggiornato le istruzioni operative per la gestione dei trattamenti di mobilità in deroga nelle aree di crisi industriale complessa, introducendo controlli automatizzati tra i flussi informativi regionali e ministeriali e definendo i criteri per l’erogazione. 

Tali istruzioni richiedono alle Regioni la presentazione di piani di politiche attive del lavoro e l’elenco dei potenziali beneficiari prima che l’INPS possa autorizzare la concessione dei trattamenti, sempre tenendo conto dei limiti finanziari disponibili.

In questo contesto, la mobilità in deroga per il 2026 opererà in coerenza con le indicazioni già fornite per anni precedenti.

È importante ricordare che l’accesso a questo ammortizzatore richiede, di norma, il rispetto di specifici requisiti soggettivi e procedurali, fra cui:

  • la condizione di lavoratore licenziato o interessato da cessazione dell’attività produttiva e
  •  l’assenza di altre misure ordinarie applicabili.

2) Le novità 2026

Le principali novità operative riguardano la gestione delle risorse, le modalità di presentazione delle domande e i requisiti documentali.

La gestione finanziaria non è più demandata a decreti di riparto tra Regioni, ma è accentrata presso il Ministero del Lavoro, che verifica la sostenibilità delle richieste in collaborazione con l’INPS. Le autorizzazioni sono concesse nel limite delle risorse disponibili e secondo l’ordine cronologico di presentazione.


ParametroValore 2026
Risorse disponibili100 milioni di euro
Decorrenza periodi finanziabiliDal 1° gennaio 2026
Durata massima trattamentoFino a 12 mesi

Resta invariata la competenza regionale per:

  • individuazione dei beneficiari;
  • gestione delle politiche attive;
  • istruttoria delle domande.

Le Regioni devono trasmettere al Ministero le istanze di sostenibilità finanziaria dopo aver completato l’istruttoria.

3) Presentazione delle domande e documentazione

Le richieste non sono presentate direttamente da aziende o lavoratori, ma dalle Regioni alla Direzione generale degli ammortizzatori sociali.Gli invii devono essere effettuati tramite i seguenti riferimenti ufficiali:

Le comunicazioni sono indirizzate alla Direzione generale degli ammortizzatori sociali – Divisione III del Ministero del Lavoro.

secondo le modalità già previste dalla circolare n. 16/2025, con possibilità di invio:

  • in un elenco unico;
  • oppure in due elenchi semestrali.

È fondamentale ricordare che l’ordine cronologico  incide direttamente sulle possibilità di autorizzazione.

Alla domanda deve essere allegata una relazione dettagliata contenente:

  • misure di riqualificazione e reinserimento previste;
  • numero dei lavoratori presi in carico dai servizi per l’impiego;
  • dettaglio dei percorsi già svolti;
  • programmazione delle politiche attive (tempi e durata);
  • esiti delle attività precedenti (corsi, attestati, offerte di lavoro).

Particolare rilievo assume il rispetto delle condizioni previste dall’articolo 53-ter, che subordinano l’erogazione del trattamento:

  •  all’attivazione di specifiche politiche attive e 
  • alla sottoscrizione o aggiornamento del patto di servizio personalizzato.
Fonte immagine: Foto di Wokandapix da Pixabay
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