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CUSTODIA DOGANALE: NUOVE REGOLE, COSTI CERTI E IMPATTI OPERATIVI PER GLI OPERATORI

Custodia doganale: nuove regole, costi certi e impatti operativi per gli operatori

Criteri uniformi, tariffazione standard e rafforzamento della tutela dell’Amministrazione nella custodia delle merci

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Con il decreto del 10 marzo 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 marzo 2026, il Ministero dell’Economia e delle Finanze interviene in modo diretto sulla disciplina delle spese di custodia delle merci nei magazzini di temporanea custodia gestiti dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Il provvedimento introduce criteri uniformi a livello nazionale e una tariffazione standard, segnando un cambio di approccio significativo nella gestione delle giacenze doganali. Non si tratta, infatti, di un semplice aggiornamento tecnico, ma di una revisione sostanziale del sistema, destinata ad incidere concretamente sui costi operativi e sull’organizzazione logistica degli operatori economici.

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1) Tariffa unica, pagamento anticipato e rafforzamento della posizione dell’Amministrazione

Il decreto stabilisce una tariffa pari a 3 euro per metro cubo al giorno, applicata per ogni giorno o frazione di giorno di permanenza delle merci nei magazzini e indipendentemente dal volume minimo occupato, estendendosi quindi anche alle merci che occupano spazi inferiori a un metro cubo. Il sistema si caratterizza, tuttavia, non solo per la standardizzazione della tariffa, ma soprattutto per l’introduzione di un meccanismo di pagamento anticipato; l’operatore è infatti tenuto a corrispondere le spese per una giacenza minima di dieci giorni al momento della presa in custodia, senza possibilità di rimborso in caso di ritiro anticipato delle merci. Qualora la permanenza si protragga oltre tale periodo, il ritiro è subordinato al pagamento integrale delle ulteriori somme maturate. A ciò si aggiunge la previsione del privilegio sul bene custodito ai sensi dell’art. 2756 c.c., che rafforza in modo significativo la posizione creditoria dell’Amministrazione e conferisce alle spese di custodia una funzione non più meramente accessoria, ma strettamente connessa allo svincolo delle merci.

2) Dal sistema flessibile alla standardizzazione: effetti operativi e impatti per le imprese

L’intervento normativo si inserisce in un contesto che, fino ad oggi, era caratterizzato dall’assenza di criteri uniformi a livello nazionale nella determinazione delle spese di custodia, spesso legate a prassi locali, a condizioni operative specifiche o a valutazioni caso per caso. Il nuovo modello introduce invece un sistema rigido e predeterminato, che da un lato garantisce certezza dei costi, ma dall’altro elimina ogni margine di adattamento e rende immediatamente percepibile l’onere economico connesso alla permanenza delle merci in dogana. Le disposizioni acquistano efficacia a decorrere dal trentesimo giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, risultando quindi operative dalla fine di aprile 2026. L’impatto per gli operatori economici è evidente, la temporanea custodia diventa un costo certo, anticipato e destinato ad aumentare nel tempo in funzione dell’aggiornamento biennale legato all’indice FOI. In tale scenario, la rapidità delle operazioni di sdoganamento e la corretta pianificazione dei flussi logistici assumono un ruolo centrale, rendendo sempre più necessario un approccio organizzato e preventivo alla gestione doganale, al fine di evitare inefficienze e aggravi economici.

 

Fonte immagine: Foto di Pexels da Pixabay
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