In attesa del CdM previsto per la prossima settimana, già si lavora a modifiche al CPB concordato preventivo biennale.
La misura agevolativa del patto con Fisco, da due anni tiene banco ma non decolla.
Per renderebbe maggiormente appetibile il patto col Fisco si ipotizza di introdurre soglie per chi ha punteggi nelle pagelle tra 6 e 8 e sotto la sufficienza.
Vediamo le anticipazioni sulle eventuali modifiche al vaglio degli esperti.
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1) Concordato preventivo biennale 2026: work in progress
Il CPB vorrebbe diventare più attrativo per i contribuenti e si punta a includere anche chi ha soglie di insufficienza sull affidabilità fiscale.
Il tecnici del MEF stanno valutando l’ipotesi di introdurre limitazioni agli incrementi richiesti per le attività con un voto sotto la sufficienza nelle pagelle fiscali.
Altra ipotesi al vaglio è quella sui rinnovi, ossia per chi ha aderito per il biennio 2024-2025 e deve decidere se optare ancora o meno.
Una delle ipotesi oggetto di valutazione, che deve comunque risultare fattibilen nei conteggi, riguarda la possibilità di seguire l’articolazione delle aliquote già introdotte lo scorso anno con il decreto correttivo Dlgs n 81/2025 ma solo per i contribuenti più affidabili.
Il Governo ricordiamolo, dopo i parere delle commissioni decise di fissare un tetto di incremento del reddito:
- del 10% per i più virtuosi con 10 in pagella,
- del 15% per i voti tra 9 e 10,
- el 25% per i voti tra 8 e 9.
Ora, si vorrebbe, in concreto, confermare queste percentuali e accogliere anche sotto la soglia dell’8 in pagella, e più in particolare, si ad una aliquota al 30% tra il 6 e l’8 e del 35% sotto il 6.
Nella strategia c’è anche un tentativo di fidelizzare ulteriormente chi ha già scelto il concordato per il primo biennio.
I soggetti che tra autonomi, professionisti, ditte e società che hanno scelto l’accordo e che ora si trovano davanti alla scelta se proseguire per altri due anni, dovrebbero essere chiamati all'appello con un ulteriore sconto concentrato per i voti dall’8 in su con aliquote di incremento che potrebbero diventare del 12,5%, del 7,5% e del 5 per cento.
Viste i tempi stretti le ipotesi operative per attuare una di queste o altra ipotesi è l'inserimento di emendamenti nella conversione del DL Fiscale da convertire entro il prossimo 26 maggio.
Vedremo la prossima settimana se ci saranno ipotesi più concrete dopo il CdM verosimilmente atteso per il 22 o il 23 aprile.
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